L'Abruzzo forte e gentile raccontato attraverso un blog...

Eccomi

Utente: abruzzoteramano
Amo la bicicletta, la terra d'Abruzzo e la sua cultura

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Foto Recenti

Categorie

1440
1915
2008
abbazie
abruzzese
abruzzese maremmano
abruzzesistica
abruzzo
abruzzoinbici
abruzzo teramano
accio
acqua
acquisto computer
adelmo polla editore
aereo
agena
agena teramo
agriturismo
alessandro de ruvo
alfonso marcozzi
alfonso sardella
amatrice
america
americani
aquila
artistico
ascolto
audio
aurini
auto
autobus bici
avezzano
banda
banda larga
bande
bandiere blu mare
bandisti
bellezze
biblioteca
bici
biciciclista
bicicletta
biciclismo
biciletta
bici elettrica
biga
biga elettrica
bike
biodiesel
blogosfera
borghi più belli ditalia
borsacchio
borsa internazionale del turismo
brigante
caccia
caccia col lanternone
calvino
cameli
campli
campostosto
campotosto
campovalano
cane
cantante
canzone
canzone italiana
canzone musica
canzoni
canzoni italiane
canzoni tipiche abruzzesi
capotosto
carino gambacorta
carlo pisacane
casalbordino
cascate
castelli
castelnuovo vomano
cattedrale
cavallo
centro
centro commerciale
cherubini
chiese
ciclabile
ciclabili
ciclismo
ciclista
ciclisti
cicloturismo
ciclovie
cinema
circuito del castello
civitelal del tronto
civitella
civitella del tronto
claudio villa
colledara
colline teramane
commemorazione
compositore
computer
comune di teramo
concertisti
concorso
contributo
convegno evovie
convento
coordinamento
corridoio verde adriatico
cortometraggio
costanzo trifoni
costa dei trabocchi
costa teatina
costume
costumi
cucina
cucina abruzzese
cultura
culturale
danilo di luca
defunti
delfico
della monica
del paggio
dialetto
dialetto teramano
diesel
direttissimio milano lecce
dizionario
dizionario biografico
donazioni
donna
due leoni
duomo
ecotur
editore
educazione
effetto serra
enciclopedia
energia
energy square
etnografico
facebook
faglia
farnese
fausto cheng
fedele romani
federico adamoli
fernando aurini
ferrovia
ferrovia dismessa
filastrocca
film
fontana
fontana dei due leoni
fonte vetica
fortezza
francavilla
franco di domenico
fucino
gabriello cherubini
galileo
gammarana
gara automobilistica
gennaro della monica
gente dabruzzo
giammario sgattoni
giannina milli
gianni chiodi
gianni rodari
gioco dello stu
giovannino pettinaro
giovanni pascoli
giovanni piccioni
girona
giro ditalia
giulianova
gps
grano
gran sasso
gratis
guglielmo cameli
il centro
impiccati
inquinamento
intellettuale
interamnia web television
internet
internet gratis
ippovia
ippovia del gran sasso
italiait
italo calvino
italy symposium
itunes
ivan graziani
lado di scandarello
laga
lago
lago di campotosto
landò
lanternone
laquila
laterza
latino
lazio
la bicicletta
les bicyclettes de belsize
letteratura
lezioni
lezioni di storia
le genti della laga
libri
liceo
liceo artistico
liceo artistico di teramo
lillino pacilli
lotto zero
luciano pavarotti
luigi brigiotti
luigi cellini
madonna dello splendore
maiale
maioliche
marche
marco pantani
mare
mariaserena
mario capuani
marsica
mazzaclocchi
mazzocchetti
melchiorre delfico
mestieri
meteo
molise
montesilvano
monticchio
monti della laga
monti gemelli
montorio al vomano
morganti
morti
mp3
museo
musica
musica abruzzese
nada
natsle
navigatori satellitari
nessun dorma
neve
niccola palma
nocella
orsi
ortolano
ortona
paesaggi
paesi abbandonati
paglia
palazzo farnese
parco
parco gran sasso
parco monti della laga
parco nazionale gran sasso monti
pascoli
pasquale morganti
pastore abruzzese
pavarotti
pc
pedalare
pedonale
pescara
petino
piano daccio
piazza
pigro
pirata
pista
pista ciclopedonale
piste
piste ciclabili
poesia
poesia dialettale
poesia in dialetto
ponte
ponte ciclopedonale
ponte degli impiccati
ponte degli stucchi
ponte medievale
ponte vecchio
porche
portabici
portale
porta romana
porto
prati di tivo
prato selva
presepe
pretuzii
prezzo
progetti
quartiere
raffaele aurini
regione abruzzo
resistenza
re manfredi
riccitelli
ristoranti
ritmo
roma
romano
salinello
salinelo
samuele di giulio
sanremo
santuario
san giacomo
sapri
sardella
satelliti
scandarello
sgattoni
spagna
stadio
statuti
statuti di teramo
stelvio
storia
storia di teramo
teatro
teatro comunale
teatro farnese
teatro romano
teramana
teramano
teramo
teramo comera
teramo mare ciclabile
terracotta
terracottaio
terremotati
terremoto
testi
tirreno adriatico
tordino
torricella
torricella sicura
toscana
trabocchi
tracturo3000
tradizioni
transumanza
tratturi
tratturo
tratturo magno
trebbiatura
tronto
turandot
turismo
turismo religioso
ulissi
una luce
unesco
vacanze
valle castellana
valle piola
valle san giovanni
vasari
velocipede
verde
vernacolo
vetrina del parco
vezzola
viabilità
vibrata
vicipaedia
video
vino
vola vola
voli
vomano
web2
webcam
web 2
wifi
wikipedia
wikiquote
wikitravel
wireless
youtube

Membri

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Contatore

visitato *loading* volte

domenica, 19 aprile 2009
Terremoto dell'Aquila: una poesia di Giovannino Pettinaro

Disarmate di cemento
-
6 aprile 2009
ore 3,32
terremoto
L’Aquila
scattano
le trappole-case
disarmate di cemento
 
Bambini
studenti
e povera gente
pagano
con la vita
i profitti
criminali
e sporchi
di alcuni assassini
colpevoli
di omicidio
volontario
 
Di alcuni assassini
col titolo incorniciato
di dottore qualificato
in cemento disarmato
 
Omicidio volontario
se la mente
di chi costruisce
sa cosa fa la mano
 
L’aquila
lastricata
di cadaveri
la strada
del dio profitto
 
L’aquila
lastricata
di calcinacci
e polvere
la coscienza
incosciente
dei controllori
delle case-trappole
disarmate di cemento
                                       
                                       Teramo 19 apr. 09        Giovanni Pettinaro
                                                                              Direttore Didattico

Postato da: abruzzoteramano a 19:23 | link | commenti (10)
poesia, laquila, terremoto, giovannino pettinaro


Commenti
#1    19 Aprile 2009 - 19:35
 
condivido le toccanti parole di questo poeta, spero che presto i fratelli aquilani possano rivivere momenti di normalità.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente infinityspaces

#2    23 Aprile 2009 - 07:35
 
E' giusto dare voce, anche con le parole della poesia, allo sgomento, al dolore e all'accusa.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Mariaserena

#3    04 Maggio 2009 - 11:30
 
immenso
utente anonimo

#4    04 Maggio 2009 - 11:31
 
tutto vero
utente anonimo

#5    23 Maggio 2009 - 10:13
 
dal mio blog http://www.palminodigiacinto.com/
Terremoto a L'AQUILA.

Adesso basta addossare le responsabilità a tutti gli antipatici ed i meriti ai simpatici, basta con queste sfilate mediatiche dove ognuno strumentalizza i morti ed i salvati da un sisma imprevedibile che ha stroncato vite e segnato quelle dei sopravvissuti.

Io non posso accettare il continuo parlare dei soliti soggetti politi e capi di squadre che a sti prezzi dovrebbero scavare in prima persona, voglio invece raccontare di quei signori, ragazzi di ogni età che non si vedono in TV. Quelli di cui non sappiamo i nomi, che sono lì a scavare tra le macerie di un territorio additato come uno dei più naturalistici e belli d’Italia, dove la natura sa essere così bella ma anche così forte e devastante.

Quei ragazzi di ogni colore e di ogni regione e Stato, che scavano a mano, tendono l’orecchio e si fanno coraggio l’un l’altro con la speranza di sentire un’altra voce, un lamento un sussurro. Quelli che senza fermarsi a bere e mangiare si ricaricano se sentono un applauso da qualche maceria più in là e si rinnova la speranza. Quelli che piangono a riflettori spenti su quei sacchi contenenti corpi di chi era l’orgoglio di casa e studiava a L’Aquila.

Il mondo del lavoro, i telegiornali e tutto ciò che fa notizia nei normali giorni di routine, ci fa perdere il contatto con quello che purtroppo solo certi eventi ti fanno ricordare, quanto può essere buono un essere umano, una bontà eccezionale e poi ripensi alla vecchina vicina di casa che ti dice, “vogliamoci bene che è gratis”.

Lì in quell’inferno di macerie ci sono i veri buoni, quelli che cercano di salvare vite e consolare i sopravvissuti, gente che ha perso figli ma scava per salvare i figli degli altri. Gente che divide caramelle piccolissime per i bambini sotto shock e che si privano di bere per lasciare acqua agli anziani. Gente che nella settimana di Pasqua ha scelto di fare il volontario sacrificando la settimana santa in famiglia, lasciandola a centinaia di chilometri per occuparsi di famiglie mai conosciute prima, per dare un contributo ad una popolazione che non ha scelto il terremoto ma che è stata scelta dal sisma stesso. Un popolo che dignitosamente si piange i suoi morti e ringrazia chi sa essere solidale davvero.

Lì si piange, si piange tanto e nonostante i colori politici e le polemiche, a piangere c’è il presidente della regione Gianni Chiodi, distratto solo dai formalismi politici ma che a telecamere spente piange la sua gente, cerca di essere razionale e pensare alle scuole, al futuro a tutto ciò che deve pensare un governatore di una Regione in ginocchio, ma che non perde quell’aria umana che da anni mancava al mondo della politica, soffre, come tutti i mariti e papà soffriamo in queste ore per ciò che e successo e per la paura di cosa può succedere a casa, in famiglia, poi scopri che la famiglia è grande, è immensa. Grazie grazie grazie ragazzi.

Arrivano aiuti e messaggi da tutto il mondo, un ragazzo egiziano insiste nel voler scavare a mano, se si possono fare le piramidi si può fare anche questo e, come per magia, 5 minuti dopo si sente la voce di un ragazzo che arriva da sotto terra, no, non è un faraone ma solo uno dei tanti strappati all’inferno del sisma che ad 8 Km sotto di noi ha scelto di inghiottire più persone possibili in 20 secondi, solo 20 secondi.

Gli ingegneri fanno capannoni industriali altissimi che devono resistere 120 minuti al fuoco, ma 20 secondi di sollecitazioni sismiche sono davvero devastanti da quello che si vede nella patria degli atenei di ingegneria. E poi sono davvero pochi per scappare se sei sveglio, se dormi sono niente e alle 03:30 chi deve andare a lezione dorme purtroppo.

Nel posto appenninico dove si può vedere la bellezza della natura abbiamo assistito a quanto la natura sia forte, più forte di tutti e tanto ma proprio tanto incontrollabile.
utente anonimo

#6    25 Maggio 2009 - 08:39
 
E' la solita storia....la natura merita rispetto...vuole rispetto.
Non è solo una questione di edificato, è lampante quanto è accaduto ad Onna e quanto non sia accaduto a soli due chilometri a Monticchio con le stesse tipologie di case. Lo hanno capito anche le persone anziane e spesso non istruite di Monticchio che hanno commentato "Monticchio e sulla roccia Onna sulla sabbia e pietre" . La natura merita rispetto e la leggerezza con cui si ignora la conoscenza del terreno poi si paga a caro prezzo.
Tra i criminali ci sono anche coloro che preposti con la normativa ad evitare che si continui a sbagliare, ignorando come sempre il terreno, condizionati dagli interessi di chi con il territorio vuole realizzare sempre e comunque profitti, cedono alle pressioni di tali soggetti producendo sempre una normativa ed una classificazione sismica inadeguata.
Purtroppo questa è l'Italia!!!!
utente anonimo

#7    01 Giugno 2009 - 15:14
 
Ho una enorme riluttanza a definire poesia il testo di Pettinaro. E' di una banalità sconfortante, sia dal punto di vista del contenuto che dal punto di vista della resa espressiva. Non vale quanto il più mediocre articolo di cronaca che ho avuto modo di leggere sul terremoto che ha colpito L'Aquila. Tutt'al più può essere apprezzato come segno macroscopico del decadimento mentale di un sessantontino, purtroppo rincitrullito col passare degli anni.

Argo
utente anonimo

#8    25 Giugno 2009 - 17:18
 
Occorrebbe che a tale poesia seguisse un risveglio delle “coscienze
incoscienti
dei controllori
delle case-trappole
disarmate di cemento” e se queste coscienze non si svegliassero sarebbe indispensabile che la magistratura intervenisse in modo deciso per evitare altri crolli e lutti con altre “case disarmate di cemento”
utente anonimo

#9    27 Giugno 2009 - 12:04
 
incisiva e toccante!!
utente anonimo

#10    27 Giugno 2009 - 22:11
 
la poesia esprime un pensiero sensibile da parte di una persona altrettanto sensibile agli eventi occorsi nell'aquilano
utente anonimo

Commenti